Teatro di Rifredi

TEATRODANTE CARLO MONNI | IN COPRODUZIONE CON TODI FESTIVAL 2018

MARATONA DI NEW YORK

edizione speciale di Edoardo Erba
regia Andrea Bruno Savelli
con Fiona May e Luisa Cattaneo
scene Michele Ricciarini - light designer Alessandro Ruggiero

Lo spettacolo

Ci si allena in vista della agognata Maratona di New York. Da una parte c’è la leader, nella corsa così come nella vita, donna determinata, sicura e invincibile; dall’altra la sua amica, più insicura, impaurita, fortemente legata a un passato dal quale non riesce a separarsi. Scopriremo che non è un semplice allenamento ma un’affannata corsa fisica ed emotiva nei meandri delle loro esistenze. Annoverato tra i capisaldi della drammaturgia contemporanea italiana, "Maratona di New York" di Edoardo Erba rappresenta già di per sé una grande sfida recitativa. In questo nuovo allestimento, Andrea Bruno Savelli rinnova la sfida, affidando il ruolo degli interpreti, originariamente due uomini (al debutto del 1993 Luca Zingaretti e Bruno Armando), a due donne, una delle quali, nella vita reale, acclamata atleta olimpionica. Anche la messa in scena risulta innovativa, introducendo lo spettatore in un’atmosfera surreale nella quale le due attrici corrono realmente e attraverso lo sforzo fisico donano alle loro parole dinamicità e un coinvolgimento di emozioni. Ha scritto Enrico Bernard: “La May ha vinto anche questa Olimpiade del palcoscenico. Qualsiasi suo gesto, i suoi passi felpati, le mosse da riscaldamento sospese sul palcoscenico irrorato da uno sfondo di nebbie azzurrine, la
sua figura statuaria ed elegante che ricorda antiche divinità di un mondo mitico, non sono espressione del personaggio May riprodotto in copia, ma formano un’entità astratta (...) e non resta che correre a nostra volta affannando dietro alla May ignari della destinazione finale verso la quale ci conduce questo meraviglioso, conturbante e perturbante angelo  nero (senza riferimenti al colore della pelle, quanto all’atmosfera notturna e interiore che la circonda ben resa dall'ottima regia di Andrea Bruno Savelli fino al colpo di scena finale che ricorda David Lynch). Luisa Cattaneo merita però un doppio applauso: non è facile correre appresso alla May imbastendo un fitto dialogo solo apparentemente banale, ma in realtà profondamente esistenziale, e così restare credibile e in parte non solo nel proprio ruolo, ma anche in quello di sparring partner di un’olimpionica.”

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