Teatro di Rifredi

PLEXUS POLAIRE (FRANCIA / NORVEGIA)

CENERI

uno spettacolo di Yngvild Aspeli
attori e marionettisti Viktor Lukawski, Aïtor Sanz Juanes (in
alternanza con Alice Chéné) e Andreu Martinez Costa
scenografie Charlotte Maurel e Gunhild Mathea Olaussen
musica Guro Moe Skumsnes e Ane-Marthe Sørlie Holen
costumi Sylvia Denais - luci Xavier Lescat
video David Lejard-Ruffet

Lo spettacolo

Un bruciante poema visivo!


“Ceneri” narra la vera storia di un giovane piromane, svoltasi alla fine delgli anni '70 nel Sud della Norvegia. Su un palcoscenico oscuro, tre attori/marionettisti danno vita alle vicende del giovane criminale, figlio di un pompiere. Il complesso rapporto padre/figlio è anche alla base della storia parallela che si snoda in contemporanea con gli incendi che flagellano il piccolo villaggio norvegese, popolato di tante bellissime figure collaterali. È la storia di uno scrittore, che era bambino al tempo dei fatti, il quale anni dopo decide di scrivere un libro su quella vicenda, lottando con la propria dipendenza dall'alcol. L'alcol e il fuoco sono le due bestie che divorano il cuore dei due protagonisti, incapaci di resistere alle loro pulsioni; un male oscuro rappresentato in scena dalle inquietanti apparizioni di un enorme lupo dagli occhi di fuoco. Completamente immerso nelle atmosfere tipiche della letteratura nordica, l'universo di "Ceneri" tuttavia non sprofonda mai nel buio totale, perché è spesso solcato da improvvisi lampi di tenerezza e poesia. 
Attori in carne e ossa, marionette a grandezza d'uomo, piccoli burattini, oggetti in miniatura, proiezioni, musiche fascinose... un magnifico teatro visivo, un ibrido tipico di questa artista, che non lascia indifferenti né per la bellezza delle immagini né per la forza del racconto.


Yngvild Aspeli dice: "Attraverso le marionette noi possiamo dare corpo a elementi astratti ed esprimere in maniera diretta delle sensazioni, degli stati d'animo che sono a volte difficili da esprimere con le parole. Mettendo "l'umanità" al centro della mia ricerca poetica, io scelgo spesso di lavorare con delle marionette che sono il "doppio" o la riproduzione di un essere umano. Cercando di sviluppare la relazione tra marionetta e attore/marionettista, cerco di approfittare del turbamento creato dal fatto che a un certo punto non si sa più chi manovra chi. Il fatto che la marionetta - che è un oggetto morto - sembri a volte più viva dell'attore che si mette al servizio di quest'altri corpi, ci permette di evocare numerose riflessioni fisiche, psicologiche e sociali."

Il New York Times ha scritto: “Un’ipnotica storia di incendi e turbamenti!”

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