Teatro di Rifredi

PUPI E FRESEDDE - TEATRO DI RIFREDI

ANIMALESSE

storie di animali in prosa, in poesia, in musica

raccontate da Lucia Poli
accompagnate all’organetto da Rita Tumminia
e illustrate da Giuseppe Ragazzini

Lo spettacolo

Lucia Poli continua quell'interessante dialogo tra Teatro e Letteratura che caratterizza da sempre il suo perso nale e originale percorso artistico e che, nei dodici anni di sodalizio con Pupi e Fresedde, l'ha vista cimentarsi con le pagine letterarie di Giovanni Boccaccio, Aldo Palazzeschi, Stefano Benni, Mark Twain, Edmondo De Amicis, Oscar Wilde e Éric-Emmanuel Schmitt. In “Animalesse” Lucia Poli offre al pubblico, in forma di affabulazione o di monologo diretto, alcune storie curiose nelle quali il protagonista è sempre un animale, in particolare un animale femmina. Stefano Benni apre e chiude lo spettacolo: all’inizio ci sono alcune sue brevi poesie fulminanti e alla fine un lungo monologo teatrale dove l’autore propone il suo mondo surreale, esilarante, attualissimo e così strano che più niente alla fine sembra strano.
C’è poi la zampata beffarda di un grande autore toscano come Aldo Palazzeschi che ha dedicato tante novelle e poesie agli animali domestici, descrivendoli, alla maniera dei classici, dotati di vizi e di virtù non troppo dissimili da quelli umani. Segue l’inquietante scrittura di Patricia Highsmith, una giallista di razza che, in alcuni racconti, si mette dal punto di vista dell’animale che osserva l’uomo e crea così uno spiazzamento capace di donare qualche brivido e di suscitare qualche dubbio.
Poi Leonora Carrington, con un breve racconto in cui la lotta al conformismo diventa eccesso fantastico, fa piombare l’atmosfera nel vero e proprio noir. Senza dimenticare, però, il suo femminile sguardo di velluto.

Scrive Natalia Distefano sul Corriere della Sera: “In un atto unico di poco più di un’ora Lucia Poli rimbalza dai toni sussurrati al grottesco fragoroso, dalla satira all’introspezione, in una fattoria dove galline, asini, scarafaggi, gatte e topastre si raccontano. Sempre allegramente, ma con criterio. In stile Poli.”

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